UBIX

  • Formiche Giganti


    Si parla tanto di precariato e lo…
    Leggi tutto...
Navigazione:Home
FREE-PASS: We Have Band PDF Stampa E-mail
We have band

Il futuro è dietro l’angolo. Spesso però sono gli antichi a fornirci le più sagge verità. In medium stat virtus, dicevano i latini, e allo show romano del 15 giugno al Circolo degli artisti la regola si applica perfettamente. Tre band. Iniziano gli italiani Holidays. Ragazzetti bravi. Del resto Keep It Yours ci tiene a crescere bene i suoi figlioli. Però sembra che cantino “volevamo essere gli Strooks”, e vista l’età, magari, sono pure ancora in tempo per aspirare a diventarlo. Tanto che quando sarà così si spera di esserci. Per il momento il primo ingrassa e il secondo è più appetitoso. Dopo di loro, infatti, salgono sul palco We Have Band.

Finalmente. Sono 8 mesi che i media inglesi non fanno altro che pompare questi tre. La loro fama li precede, dunque. Dire che sotto il palco la curiosità dilaga non è sbagliato quindi, ma a giudicare dal fatto che il pubblico conosce già le canzoni a memoria non è solo quella a dilagare, ma anche la notorietà del terzetto. E bravi. WHB in effetti è un gran bel disco. Veloce, allegro, ne troppo scarno ne eccessivamente pomposo, il primo album ha un buon equilibrio, non c’è che dire. Se la caveranno anche dal vivo i giovinastri? E che te lo dico a fare, direbbe Donnie. Thomas e Darren cantano e suonano bene. Per non parlare di Dede, lei è wow. Che donna. Tamburello in mano, batteria elettronica sotto il naso, percussioni da falò pronte per l’uso, questo è il suo necessaire. Non che ci voglia chissà che talento per farlo, ma toglierle gli occhi di dosso è difficile. Un carisma da manuale wave. Una figlia illegittima di Nico. Il suo è uno di quei talenti che pur facendo un minimo trasmettono il massimo. Si rimane soddisfatti anche quando è il suo turno al microfono e le esce fuori una voce stridula studiata a tavolino.
Cantano tutti e tre. Un po’ per uno non fa male a nessuno. Anzi l’idea che ogni pezzo abbia in parte connotati differenti è una trovata ottima. E dire che qualche critico se ne lamenta. Inutile, le pari opportunità piacciono solo in sede di programmi elettorali e bandi di concorso, all’atto pratico la democrazia spaventa, forse. We Have Band invece fanno gruppo. Un live da 8 pieno insomma e tra l’altro non c’è 2 senza tre. Sul palco salgono i Good Shoes. Sarebbero dovuti esplodere anni fa e invece niente. Tra l’altro i Cheap gli hanno rovinato la piazza, visto che il viaggio verso la contemporaneità non si può arrestare. Rhys Jones è pure un po’ invecchiato, ma non è ancora antico. Altrimenti sarebbe già un saggio dispensatore di talenti e non fottuto rocker con la panza…

Recensione live:
We Have Band al Circolo degli Artisti a Roma, il 17 giugno 2010

(Stefano Cuzzocrea)


  rgenti.html#0'; ?>che[617]='index.php?option=com_content&Itemid=1&id=180&lang=it&task=view#Special-Thanks/Luca-Dirisio.html#0'; ?>
< Prec.   Pros. >

Ultimo Numero

 Ubix 39

Link utili

Editoriale

Ecco l'utimo degli editoriali di UBIX:

leggi l'articolo

Leggi tutti gli editoriali di UBIX:

lista completa

Abbonamento

UBIX direttamente a casa tua!
“vivi un anno con noi”

UBIX 0 euro + spese di spedizione 12 euro
= costo annuale 12 euro!

***

Advertisement

NoteLegali