| CET: luglio-agosto |
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![]() Ciao lettori di UBIX! Approfitto di questo spazio libero che UBIX gentilmente ci concede per raccontarvi quello che mi è successo recentemente. Un mio allievo durante il corso compositori mi ha chiesto, testuali parole: "Come si fa a mandare i propri pezzi ad un artista?”.
Avrei tanto voluto dargli una risposta chiara e netta ma…
Vi riassumo la conversazione che da lì ne è scaturita. Penso che oggi ci siano moltissime possibilità di muovere le proprie opere fuori dalle mura di casa, molto più di ieri e non ultimo con un semplice click in Internet. La rete è sommersa di mp3 che si spostano da un capo all'altro del mondo in attesa di essere ascoltati, selezionati,scelti ecc.. ma il problema non è "come fare a mandare.." ma "che cosa mandare". Penso che prima di mandare una propria opera ci si debba chiedere se la nostra opera è davvero pronta a far parte del futuro musicale ed affrontare il paragone inevitabile con le altre migliaia di opere già esistenti del passato lontano, di quello vicino e del presente. E tutto questo bisognerebbe conoscerlo il più possibile… così come si desidera che altri conoscano, cantino e suonino le nostre opere bisognerebbe conoscere, suonare e cantare quelle degli altri. Questa è cultura, cultura vera che si assimila indipendentemente dalle mode e dai tempi. Siamo sommersi da un patrimonio artistico sempre più ingombrante e riconoscere il valore reale delle opere, oggi, è sempre più difficile se non si ha una conoscenza vera e profonda delle opere stesse. Tanto più è profonda e tanto più si sarà in grado, poi, di capire il valore oggettivo della propria opera che rischia di diventare così, anch'essa, patrimonio comune. Tutto ciò è una sintesi di una parte della didattica che, partendo da Mogol e insieme ad Amadea, mia preziosa amica e docente del corso Interpreti e ad altre persone speciali, esprimo al Cet in un'esperienza formativa che è anche di vita per noi stessi! Incontriamo tanti allievi che arrivano e a volte con l'obiettivo del successo e della fama… e magari vanno via dopo i tre mesi del corso un pò meno sicuri su quell'obiettivo prefissato ma con la sensazione di essersi arricchiti e più consapevoli della propria strada come artisti e come persone. I pianti alla fine dei nostri corsi sono ormai proverbiali e io vi confesso che a volte mi dileguo qualche minuto prima della partenza dei nostri allievi per la troppa emozione. Concludo dicendo che è sempre una soddisfazione grande sapere che una nostra canzone viene scelta per ecc…. ma io auguro a tutti di lasciarsi muovere anche da una più grande soddisfazione che è data dalla passione per il lavoro stesso, dalle ore passate sullo strumento per capire alla perfezione un giro armonico o il movimento di una melodia e, nonostante i tempi non facili, di credere sempre nella propria espressione artistica come forma unica e mai omologata. Non preoccuparsi tanto di mandare… non è questo il problema… ma di esprimere al meglio parti vere di sè, sia pure attraverso testi, musiche, arrangiamenti, canzoni… i frutti in un modo o nell'altro… prima o poi ci arrivano. (Giuseppe Barbera, docente e responsabile musicale) |
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